la Salinetta



La Salinetta è stata realizzata in un’area di 4 ettari compresa nella parte salante orientale della vecchia salina, esattamente nella vasca più meridionale dei bacini salanti di levante. Il primo intervento si deve ad un progetto Life Natura dei primi anni 2000. Fin da allora l’obiettivo della Salinetta era quello di conservare e tramandare l’antico mestiere del salinaro e di produrre una piccola quantità di sale a scopo dimostrativo e didattico, per testimoniare il rapporto tra la comunità comacchiese e il sale, che ha segnato la storia del territorio e della sua gente. In seguito a ingenti danni causati da mareggiate nel corso degli anni, nel 2015, nella Salinetta sono stati fatti nuovi interventi per rendere nuovamente operativo questo progetto. Di fatto è una salina in miniatura, composta dalla sequenza di tutte le vasche necessarie per il completamento del ciclo produttivo.

Per consentire il passaggio dell’acqua per gravità da un bacino all’altro, ancora oggi vengono impiegate apposite paratoie realizzate in legno di abete, poste in canaletti costruiti in terra, ma sono anche stati inseriti tubi in plastica che rendono più efficiente il lavoro. La profondità delle vasche è limitata per favorire l’evaporazione e il dislivello tra i bacini adiacenti è di circa 1 cm. Un reticolo di canali consente lo scarico delle acque di rifiuto, permette l’ingresso delle stesse per fornire le sezioni evaporanti e regola il carico e lo scarico dei bacini salanti.

L’acqua del mare, avente una salinità di 30-35 grammi di cloruro di sodio per litro d’acqua (3-3,5° Bé), entra nelle due vasche di 1^ evaporazione dove raggiunge gli 8-9° Bé. Poi l’acqua scorre nelle due vasche di 2^ evaporazione dove arriva ad una salinità di 14-15° Bé. Successivamente l’acqua prosegue il suo cammino nelle due vasche di 3^ evaporazione raggiungendo una salinità di 20-22° Bé e da qui, attraverso un tubo alimentato da una pompa sommersa, si riversa nelle sei vaschette di 4^ evaporazione o servitrici, dove la densità arriva a 25-26° Bé. A questo punto, l’acqua può essere immessa all’interno delle dodici piccole vasche salanti, dove avviene la cristallizzazione del cloruro di sodio.

La raccolta quotidiana del sale prodotto, ad opera dei salinari che utilizzano ancora oggi gli attrezzi tradizionali, riduce la formazione di sali amari, come i cloruri di potassio e magnesio, che cristallizzano a salinità maggiori.

Questo metodo di raccolta e il lavaggio successivo del sale esclusivamente con “acqua  madre” ricca di oligoelementi, conferiscono al sale di Comacchio sapore e colore caratteristici.