la torre rossa



Le informazioni storiche sull’edificio sono poche e frammentarie.
La sua costruzione risale alla seconda metà del Cinquecento, sotto il Ducato di Alfonso I d’Este. È probabilmente l’unica struttura la cui edificazione è precedente alla realizzazione della Salina. La sua origine è legata ad una orografia del delta padano corrispondente a quella del XVI sec., i cui confini non erano definiti e chiari come quelli attuali a causa delle caratteristiche del territorio. La funzione dell’edificio era probabilmente di tipo militare poiché si trovava in una posizione strategica vicino al mare.
Quello che vediamo attualmente è ciò che rimane di un’antica fortezza a pianta poligonale, a forma di stella a quattro punte, dotata di bastioni, demoliti attorno al 1940, di cui oggi non rimangono che le fondamenta.  Il complesso Torre Rossa, chiamato anche Forte San Giuseppe, ha subito ampliamenti e demolizioni nel corso della sua storia, attraversando anche cambi di destinazione d’uso: da acquartieramento per soldati, ad abitazione per i finanzieri, principalmente durante il periodo della raccolta e stoccaggio del sale. L’edificio separato dal corpo principale aveva funzione di prigione e di ingresso per le imbarcazioni.

L’abbandono

Con la progressiva riduzione di produzione del sale, fino alla chiusura definitiva nel 1984, la Torre Rossa venne lasciata in uno stato di abbandono, permettendo che la natura, un po’ alla volta, riprendesse un ruolo dominante.
A partire dagli anni Quaranta, alcune parti della struttura vennero parzialmente demolite, andando poi incontro a un progressivo declino. Un primo tentativo di recupero rallentò il degradamento del complesso, ma è solo con l’intervento attuato negli anni Duemila che si è garantita la conservazione dell’edificio.

Il restauro

Grazie al progetto Saltworks, una collaborazione tra Italia e Slovenia, volta alla valorizzazione degli ecosistemi legati all’ambiente di salina, è stato possibile realizzare nel 2014, l’intervento di restauro della Torre Rossa.
Il restauro della struttura, di tipo conservativo, è stato improntato sia al rispetto architettonico che naturalistico.
I lavori sono stati svolti nella tutela della struttura originale, con l’obiettivo della messa in sicurezza dell’edificio.
Si è cercato di preservare quanto più possibile l’integrità del paesaggio che si è venuto a creare grazie alla simbiosi di queste strutture architettoniche con l’ambiente.
I materiali utilizzati, legno e acciaio Corten, hanno permesso di ottenere un risultato gradevole, funzionale e a basso impatto ambientale.
I lavori di ristrutturazione principali sono stati sulla copertura, sulle murature e sui solai.
Grazie all’utilizzo di acciaio Corten è stato possibile riproporre al piano terreno una simulazione del profilo originale, ripercorrendo la pianta a stella e ricreando le proporzioni, partendo dai lacerti in muratura cinquecentesca.

Una nuova vita

Oggi la Torre Rossa è un vero esempio di corretta fruizione dei siti protetti.
Valorizzare un territorio il cui accesso è interdetto da decenni, riducendo al minimo l’impatto ambientale è un compito arduo. Con il restauro della Torre Rossa, tuttavia, è stato possibile creare un punto di osservazione e avvistamento per birdwatchers e per ogni amante della natura, senza interferire con l’ecosistema, che negli anni si è adattato alla quasi totale assenza dell’uomo.